Che cosa esiste davvero? L’ontologia dei Sarvāstivādin
Informazioni su questo episodio
Entriamo in uno dei territori più affascinanti e meno esplorati della filosofia buddhista: l’ontologia dell’Abhidharma, e in particolare la riflessione della scuola Sarvāstivāda così come viene ricostruita da Paul Williams nel bell'articolo On the Abhidharma Ontology. La domanda da cui partiamo è apparentemente semplice: Che cosa esiste?
Ma appena proviamo a rispondere, il terreno sotto i piedi inizia atremare. Esistono solo le cose che possiamo vedere e toccare? Esiste il passato? Esiste il futuro? Esistono gli unicorni? E soprattutto: come possiamo parlare di qualcosa che non esiste?
Per i filosofi dell’Abhidharma, il problema non era semplicemente capire che cosa esiste, ma capire in chemodo esiste.
In questo episodio di Filosofindia - che non sarà soltanto una ricostruzione storica ma anche un viaggio dentro problemi che attraversano tutta la filosofia: il linguaggio, la coscienza, il tempo, la memoria, la percezione - vedremo qualcosa di sorprendente: alcune idee presenti nella filosofia buddhista antica anticipano questioni che ritroveremo nel '900, in particolare con Franz Brentano e la filosofia del linguaggio
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